BIBLIOTECA MARUCELLIANA – SALONE DI LETTURA
giovedì 5 marzo 2026 – ore 17.00
via Cavour, 43 – FIRENZE
Ingresso libero
L’autrice è una professoressa di storia che, messo da parte l’insegnamento, si è dedicata allo studio anche di aspetti di storia locale scarsamente studiati, quali i campi di internamento dei civili. In questo caso una grande villa: Villa La Selva, requisita alla famiglia ebrea degli Ottolenghi, che divenne campo provinciale di concentramento per ebrei in attesa di essere trasferiti nei lager nazisti.
Il libro è anche una piccola miniera di fonti ben citate e reperibili. I documenti sono conservati, per fare alcuni esempi: all’Archivio di Stato di Firenze, alla Prefettura, alla Questura, negli archivi storici di alcune scuole fiorentine. Sovente si tratta di liste lunghissime di persone da accogliere o da inviare come pacchi postali, o da allontanare dalle scuole pubbliche.
Volentieri ha aderito alla presente iniziativa Marco Grassi, vicepresidente dell’A.N.E.I. (Associazione Nazionale Ex Internati nei lager nazisti). Grassi, ultimata la carriera di dirigente scolastico, si è dedicato alla storia di suo padre pubblicandone gli scritti e occupandosi della divulgazione della storia degli IMI (Internati Militari Italiani) anche fra i ragazzi delle elementari che lo seguono con grande interesse e stupore.
Proprio in Marucelliana tre anni orsono si è tenuta a cura dell’A.N.E.I. una rassegna di diari, memorie e racconti relativi alla storia degli IMI, categoria per la quale è stata creata il 20 settembre un’apposita giornata ad essa dedicata. Nel contempo, a seconda delle varie conferenze, si sono tenute mostre occasionali di libri e giornali per meglio caratterizzare i vari eventi.
Lorenzo Tombelli è invece presidente dell’A.N.E.D. (Associazione Nazionale ex Deportati) l’Associazione nata nell’immediato dopoguerra al fine anche di non dimenticare le tante famiglie distrutte dalla violenza del nazifascismo e di aiutarle a trovare notizie delle persone sparite nel nulla, ossia nei campi di sterminio.
Daniel Vogelmann, conosciuto soprattutto per la sua attività di tipografo e editore, perse la moglie e la bambina nei campi di sterminio, e poté salvarsi per la conoscenza che aveva dell’Yiddish, del polacco e del tedesco che fu costretto per sopravvivere a stampare per i nazisti.