di Alessandro Santini
Nel vestibolo di ingresso della Biblioteca Marucelliana, sulla porta di accesso alla portineria, una targa rettangolare in bronzo contiene l’iscrizione con il celebre Bollettino di guerra detto “della Vittoria”: datato 4 novembre 1918 e firmato dal Generale Armando Diaz, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, sancì da parte italiana la fine della Prima Guerra Mondiale con la capitolazione dell’esercito Austro-Ungarico e la vittoria dell’Italia, alleata di Francia e Gran Bretagna.

Il comunicato, sottoscritto da Diaz ma redatto dal generale Domenico Siciliani, che dirigeva l’Ufficio stampa e propaganda del Comando Supremo, sintetizza gli eventi della battaglia finale di Vittorio Veneto con una retorica incalzante e magniloquente, soprattutto nel primo e nell’ultimo capoverso. A lungo ha fatto parte della memoria collettiva della Prima Guerra Mondiale, superato in popolarità solo dalla “Canzone del Piave”.
Negli anni Venti e Trenta, il “Bollettino della Vittoria” ebbe larghissima diffusione in tutta Italia, in marmo o in bronzo, presso municipi, istituti pubblici, associazioni, caserme, scuole e università. Esemplare è quello del Vittoriano a Roma, collocato nel 1920: di grandi dimensioni, inciso nel marmo, dà il nome al “Piazzale del Bollettino”, una terrazza dove nel 1921 fu posto simbolicamente un blocco di roccia proveniente dal Monte Grappa e dove, nel 1929-30, vennero aggiunte otto are votive, due dedicate ai militari caduti e sei alle “città redente” dal dominio austriaco: Trieste, Trento, Gorizia, Pola, Fiume, Zara. Con una piccola variante (Dalmazia al posto di Zara), sono le stesse località i cui stemmi si trovano nel “Bollettino” della Biblioteca Marucelliana.
La targa bronzea della biblioteca, che misura cm. 90×70, nelle fattezze e nelle decorazioni è analoga a quelle di una serie, ben attestata a Firenze e in altre città italiane, in cui è riportata anche l’indicazione dell’autore, qui assente: l’incisore, fonditore e imprenditore Mario Nelli (Todi 1878-Firenze 1936), che dirigeva un’officina d’arte con fonderia nella “Casa di Benvenuto Cellini” in via della Pergola a Firenze.
L’attività di Nelli, specializzato in medaglie, bassorilievi, targhe e coppe in bronzo, ebbe inizio nei primi anni del Novecento (Ditta Mario Nelli e C., con sede in via Senese a Firenze), sotto la direzione artistica di Giuseppe Cassioli, affermato pittore e scultore, autore di una porta del Duomo di Firenze e del monumento funebre di Rossini in Santa Croce.
Lo stabilimento Nelli, finalizzato alla riproduzione meccanica di modelli realizzati da artisti, includeva lo “studio, dove l’opera d’arte è concepita e plasmata, la fonderia ove essa è trasformata in bronzo, la sala dei cesellatori ed incisori dove essa si sofferma per ricevere le finiture del cesello, per passare poi nell’officina dei pantografi, dove l’opera d’arte viene scolpita dalle macchine sui punzoni e sui coni; e quindi nel salone dei bilancieri, d’onde la medaglia o la plaquette stampata passa al laboratorio degli orafi e dei patinatori che ne finiscono ogni dettaglio accessorio” (“Almanacco Italiano”, 1909, p. 476). Gli oggetti così prodotti mantenevano la qualità artistica dei modelli originari e potevano, allo stesso tempo, essere commercializzati a prezzi contenuti.
L’attività fu subito intensa, anche grazie alle numerose commissioni istituzionali di medaglie, distintivi e coppe, tanto che, nel 1916, lo “Studio ed Officina d’arte Cav. Mario Nelli e C.” contava circa novanta addetti. A produzioni più industriali, come ad esempio quella di stellette militari, si affiancavano realizzazioni di maggior pregio artistico, frutto della collaborazione con Giuseppe Cassioli e altri artisti, come Ida Gelli. Sono gli anni in cui Mario Nelli era in contatto epistolare con Ugo Ojetti, noto giornalista e critico d’arte. Fra le opere più rilevanti di questo periodo si distinse il Medagliere artistico-storico della conquista di Libia (1911-12), una raccolta di venti medaglie in bronzo e argento realizzate da quindici artisti: Cassioli, Cataldi, De Albertis, Graziosi, Matania, Manetti, Orsolini, Augusto e Carlo Rivalta, Rubino, Saponaro, Sguanci, Vannetti, Vichi, Zanelli. L’opera era presentata in un cofanetto di legno e vetro, con al centro una targhetta metallica, che poteva essere personalizzata con una dedica. Nel 1914 Mario Nelli ne fece dono al Re Vittorio Emanuele e alla Regina madre Margherita di Savoia.

Con la fine della Grande Guerra e la vittoria militare italiana, crebbe ulteriormente la richiesta di medaglie e targhe commemorative. Mario Nelli decise di trasferire il laboratorio in una sede di grande suggestione, l’edificio in via della Pergola, al numero civico 59, dove secondo la tradizione Benvenuto Cellini avrebbe condotto la fusione del Perseo e dove poi sarebbe morto. Non senza polemiche e qualche difficoltà per le autorizzazioni, l’edificio storico venne riadattato ad officina e il nome della ditta fu mutato, evocativamente, in “Casa di Benvenuto Cellini”.
Già nel 1919, la ditta Nelli pubblicizzava la produzione di targhe e lapidi con il “Bollettino della Vittoria fuso col bronzo tolto al nemico” (“Domenica del Corriere”, 11-18 maggio 1919, p.4).

Un momento chiave fu, nel 1922-23, la realizzazione del Medagliere della Grande Guerra, sul modello del Medagliere di Libia: venti grandi medaglie, “fuse nel bronzo nemico”, coniate su modelli plasmati da cinque artisti che avevano già lavorato all’opera precedente: Orsolini, Rivalta, Rubino, Saponaro, Zanelli. I soggetti delle medaglie sono i seguenti: La minaccia, La riscossa, Ritratto del Re d’Italia, La mobilitazione militare, La mobilitazione civile, La mobilitazione marina, La Civiltà latina, L’imbarco, In onore della Aviazione militare, In onore della Croce Rossa e della Sanità militare, La Marina da guerra, In onore dei caduti e dei martiri dell’insidia nemica, In onore della Fanteria, In onore della Cavalleria, In onore dell’Artiglieria, In onore dei Bersaglieri, In onore degli Alpini, In onore del Genio militare, La vittoria, Il trionfo.

Il Medagliere, riunito in un cofanetto di legno e vetro, era accompagnato da un testo di Carlo Delcroix, mutilato di guerra, noto oratore e scrittore, tra i fondatori dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, che si fece promotrice della diffusione dell’opera. Nella monografia di Delcroix, a consacrare il successo dell’iniziativa di Nelli, sono riportati gli elogi del Presidente del Consiglio Mussolini, a cui era stata donata l’opera, e del Re Vittorio Emanuele che, per l’occasione, si era recato personalmente in visita alla “Casa di Benvenuto Cellini”.

Nel 1930, Mario Nelli fuse e donò a Todi, sua città natale, l’altorilievo in bronzo raffigurante Jacopone da Todi, opera dello scultore Valmore Gemignani, collocato in un monumento ai piedi della scalinata della chiesa di San Fortunato.
Un’ impresa di grande rilevo fu, nel 1931, la fusione della porta bronzea della Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma, con le Storie dei Santi Pietro e Paolo, capolavoro dello scultore Antonio Maraini. Sulla porta è incisa l’iscrizione: “Antonius Maraini sculpsit/ Marius Nelli fudit Florentiae/ Romae AD MCMXXXI AF IX”.
Un anno dopo, nel 1932, una circolare del Ministero dell’Educazione Nazionale invitò le scuole e gli istituti di istruzione che non avessero esposto il “Bollettino della Vittoria”, ad acquistare, tramite l’Associazione Nazionale Volontari di Guerra, le targhe in bronzo realizzate dalla “Casa d’arte di Benvenuto Cellini” di Firenze, disponibili in tre formati (il più grande di cm. 140×113) e provviste di cornice in legno. I “Bollettini della Vittoria” prodotti dallo stabilimento Nelli sono ancora oggi visibili in tutt’Italia; a Firenze, ad esempio, si trovano presso il Rettorato in piazza San Marco, i Licei Castelnuovo, Dante e Michelangelo, l’Istituto Tecnico Salvemini e a Villa Favard, ex Facoltà di Economia e Commercio. In tutte le targhe, sotto il testo del Bollettino, si legge: “Mario Nelli. Casa di Benvenuto Cellini”.

Come già anticipato, per fattezze, caratteri dell’iscrizione, stemmi e decorazioni, la targa bronzea della Biblioteca Marucelliana, anche se priva di indicazioni su incisore e fonderia, e forse dotata in origine di una cornice in legno o bronzo, appare identica a quelle realizzate dall’officina di Mario Nelli: al centro, il testo del Bollettino di guerra n. 1268 del Comando Supremo, a firma del Generale Diaz e datato “4 nov 1918”, con lettere capitali in rilievo e parole divise da punti rotondi epigrafici; ai lati, gli stemmi dei luoghi “redenti” dall’occupazione austriaca e altri simboli: a sinistra, le città di Trento, Trieste e Fiume, con un elmetto militare e un fascio littorio; a destra Gorizia, Pola e Dalmazia, con due gladi e un fascio littorio; decorazioni militari compaiono anche fra le parole dell’iscrizione: un piccolo gladio (come segno di interpunzione dopo il primo capoverso: “La guerra contro l’Austria-Ungheria…è vinta”), un elmetto, una baionetta, un proiettile di artiglieria, una bomba a mano di fanteria, fronde di alloro (simbolo di pace vittoriosa) e di quercia (simbolo di forza).
Se ne può presumere una datazione fra il 1924, quando anche la città di Fiume (presente in uno degli stemmi) fu assegnata all’Italia, e i primi anni Trenta. Trascurata da qualche decennio, vogliamo riscoprirla oggi come una piccola ma significativa testimonianza di storia nazionale e arte industriale.
Dal 1922 al 1977, con poche interruzioni, il “4 novembre”, noto popolarmente come “Festa delle Forze armate”, è stato una festività civile nazionale. Dal 2024 è denominato “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate”. Per la ricorrenza, Il Ministero della Cultura prevede l’ingresso gratuito a musei e altri luoghi di arte e cultura.
Spunti di bibliografia e sitografia
Medaglistica:
L’arte della medaglia in “Almanacco Italiano”, vol. 14 (1909), pp. 476-478
“Domenica del Corriere”, 11-18 maggio 1919, p. 4
Il Medagliere della Grande Guerra, in “Almanacco Italiano”, vol. 29 (1924), pp. 469-472
Carlo Delcroix, Il Medagliere della Grande Guerra (Bellum justitiae vindex aere expressum), Mario Nelli Casa di Benvenuto Cellini, 1923 (Firenze : E. Ariani, 1922)
Il Bollettino della Vittoria:
Catalogo Generale dei Beni culturali. Numerose schede, di diverse località italiane, hanno come oggetto targhe in bronzo con il Bollettino della “serie Nelli”. In particolare, si rimanda per accuratezza alle schede 1400081469 e 1400081523 (Campobasso)
Stampa litografica in asta Pananti: https://www.pananti.com/it/asta-2081/bollettino-della-vittoria-70123-71870
Sito ufficiale del Vittoriano: https://vive.cultura.gov.it/it/vittoriano
Vita e altre opere di Nelli:
Ricerche condotte dal Prof. Silvano Salvadori su Mario Nelli: https://memoriediunaterra.minecavriglia.it/memorie/le-medaglie-dei-minatori-come-finita-la-storia/
Monumento a Jacopone da Todi: https://www.iltamtam.it/2008/08/09/la-storia-del-monumento-a-jacopone-da-todi/
Porta della Basilica di San Paolo a Roma: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-maraini_(Dizionario-Biografico)/